giovedì 23 ottobre 2014

[Loquacità] Haul Wet n Wild + Ikea, Avon, So' Bio

Il sole splende. 
I muratori della vicina, impegnati nell'Extreme Makeover dell'appartamento da ormai svariate settimane, giocano con trapano, martello e sega elettrica sotto la finestra della mia stanza.
Io approfitto della sveglia su costrizione per rallegrarvi con un nuovo post.

Siamo tutti contenti, insomma!



Si torna a mostrare al pubblico le new entries dell'ultimo periodo per quanto riguarda la cosmesi nonchè gli elementi decorativi di dubbio gusto che ho scelto di portarmi a casa. Partiamo con ordine e dal brand, a parer mio, più interessante del momento|

WET N WILD

Il celebre brand americano è in Italia già da un po' (ricordo di averlo avvistato quando ancora ero una perfetta ignorante in materia), ma la posizione nonchè situazione dei suoi stand è stata così incostante che le sue apparizioni sono state segnalate con lo stesso stupore ed entusiasmo di quelle di Medjugorje.

Ultimamente, però, tutti hanno constatato che lo stand Wet n Wild sembra aver trovato la pace collocazione stabile che tutti aspettavano presso una catena a distribuzione nazionale, Upim.
E non è solo, anche il celeberrimo brand americano Physician Formula (aka quello dei Blush cuoriciosi) starebbe approdando nel belpaese negli stessi store e forse anche in altri (sembra Ovs e Coin).



Per onor di cronaca mi sono recata nell'Upim più vicina (Napoli) ed ho trovato nella sezione profumeria uno schif spettacolo raccapricciante di stand più confusionari delle bancarelle di mutande al mercato, con prodotti che sembravano masticati da Bigfoot e poi sputati sugli scaffali, nonché un assortimento deprimente aggiornato presumibilmente l'ultima volta nel XIV secolo.

martedì 14 ottobre 2014

[Review] Essence Longlasting Lipstick + Swatch

Recentemente su questi schermi si è parlato di Blush, una piccola ossessione, ma non l'unica (i guai, si sa, non arrivano mai da soli).

Ebbene, come se non bastasse l'accumulo di prodotti for cheeks che (ad ora) non riuscirei a finire nemmeno per il 2120 (se avessi la fortuna di vivere sino ad allora ed arrivare alla veneranda età di 134 anni portati come una pimpante centenne), aggiungiamoci i rossetti.

Tubetti di colore, luminosi come comete, pigmentati come tavolozze di Kandinsky, spesso racchiusi in packaging stile "Gioielli della Corona Inglese".
Ebbene, codesti ammenicoli provocano in me non solo un irrefrenabile impulso al desiderio, ma anche un immotivato entusiasmo come se mi aveste chiesto di parlarvi dei pargoli che non ho.

Uhm... Rossetti?
Ah Rossetti!
Yes Rossetti!

Non potevo quindi non dedicare la mia seconda Recensione proprio ai rossetti, probabilmente tra i maggiori protagonisti anche dei futuri post.

And Now, tutti (?) col fiato sospeso, penserete che SBAM, vi proponga i rossetti più fiQi e costosi che ho, quelli bellibellinmodoassurdo, quelli che costano minimo dai 19 euro in su.
Beh, premettiamo che da laureata disoccupata (nuova classe sociale in rapidissima diffusione) anch'io sono tra coloro che possono relativamente sperperare in rossetti High Cost (ma lo vorrei, eccome se lo vorrei, e quando posso lo faccio anche) quindi ho pensato di partire da un prodotto più accessibile e che ultimamente ha fatto molto parlare di sè.

Mi riferisco ai rossetti Longlasting di Essence*.

Essence è un brand del gruppo tedesco Cosnova, venduto in Italia tramite rivenditori autorizzati come OVS, Coin, Scarpe&Scarpe ed altri che non esistendo qui al Sud non saprei nemmeno nominare.

lunedì 6 ottobre 2014

[Review] Sleek Blush in Rose Gold, Flushed, Scandalous & Fenberry + Swatches

Dopo ben due post di baggianate spiegazioni di indescrivibile valore sociale riguardanti prodotti che fioccano in casa mia o che vengono consumati sperando un giorno di finire negli "empties" (più facile che in Italia torni la Monarchia), ecco finalmente qualcosa che potrà mostrare realmente se la sottoscritta sia capace di fare altro di concreto oltre che sproloquiare.

Insomma è ora di una Recensione.

Per cercare qualcosa che destasse l'interesse dei posteri, ho stilato la mia immancabile lista scoprendo che (sorprendentemente) le idee non mi mancavano. Tutto il blocco (espressione partenopea gergale che in italiano potremmo tradurre con "Sostanzialmente") dovevo soltanto mettermi al lavoro.

Ho scelto di iniziare da una mia insana passione, i blush, ed ho scelto dal mio stash (ma quanto mi piace questa parola) quelli di Sleek, in quanto possedendone più di un esemplare ho ritenuto fosse interessante confrontarli, spero di non pensarlo solo io.



Mi soffermerei un attimo sul concetto di insana passione, se qualcuno (?) si stesse chiedendo cosa intendo con ciò: ebbene, si tratta della smania di accumulare prodotti che non riuscirei a consumare neppure se avessi 10 facce e decidessi di truccare quotidianamente ogni guancia con un colore diverso (quale inquietante immagine evocativa).

Per la sottoscritta, tuttavia, il blush è un cosmetico imprescindibile: avendo la pelle diafana, ed al fine di evitare di essere scambiata per il fratello grassone di Casper (mi pare si chiamasse Ciccia, semplice ed immediato), l'unica ancora di salvezza è il blush.

Badiate, ho parlato di diafano, che non significa avere una pelle di porcellana liscia ed uniforme come le bambole (almeno non senza un degno fondotinta). Semplicemente sono munita di epidermide grigiastra quasi trasparente e molto sensibile. Ergo il blush è per me l'unico raccordo tra l'ectoplasmatico e l'umano.

Eppppoi i blush mi piacciono proprio. Ecco.
Torniamo all'oggetto del post: i blush Sleek.

mercoledì 1 ottobre 2014

[Haul] Ordine Maquillalia feat. Sleek, Makeup Revolution & Loquacità

Io ho un problema. Tra i tanti.
Sono facile (eufemismo) vittima delle operazioni commerciali di Marketing, in particolar modo offerte speciali, sconti, promozioni & Co.

In pratica, completamente incurante del fatto che quella determinata cosa possa o meno avere una concreta utilità e/o che ne possegga o meno quintalate simili e/o che riesca o meno ad aspirare al concreto utilizzo, mi fiondo nell'avventato acquisto integralmente obnubilata dalle magiche paroline "Offerta. Saldo. Promozione".

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Chiunque osi sindacare il gesto si ritroverà prontamente liquidato con tre semplici parole che non ammettono obiezioni: «Era in Sconto».
Se il soggetto persevera nell'intento, non otterrà altro che la stessa risposta, declinata in molteplici toni di voce che spaziano dallo sbigottito all'irritato passando per il macheseiscemononhaicapito? fino al risoluto siseiscemononcapisciunchispios!

Nei miei rari momenti di lucidità mentale, mi ritrovo tuttavia a colloquiare con la voce della coscienza (sia in versione spirituale che nella variante in carne ed ossa che svolge la medesima funzione) sull'incoerenza di simile comportamento e sul percorso psicologico da prefiggersi ogni qual volta si ripresenti il medesimo rischio per evitare il reiterarsi del fenomeno compulsivo di cui sopra.

«Prima di avventarti come un americano su un tacchino ripieno il giorno del Ringraziamento, domanda a te stessa "Ne ho davvero bisogno? Mi serve?"»

» Certo voce della coscienza, lo farò, promesso.

Toh guarda!
Una promozione Maquillalia!

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