venerdì 17 aprile 2015

[Travel] Viaggi e vagheggi Beauty a Marrakech (Marocco)

Come avevo accennato su Facebook e su Instagram attraverso enigmatiche (?!) fotografie, il mese scorso mi sono concessa un viaggetto in Marocco di circa una settimana.
Ho poi scoperto che quest'anno il Marocco è meta alquanto gettonata: Lonely Planet ha inserito questa terra piena di colori nella sua Top 10 dei paesi da visitare nel 2015 e nelle ultime settimane ho notato esservi stato un viavai di blogger, socialite e pseudo famosi che si sono recati nelle città imperiali, tra cui Marrakech, precisamente dove sono stata io.



Ovviamente avevo prenotato da mesi, senza sapere niente di tutte queste manfrine, non sono certo una persona che segue le tendenze.
In effetti, questo viaggio mi è stato suggerito e non sarebbe stata la prima meta che avrei proposto, ma ho deciso che avrei dovuto un po' ampliare i miei limitati orizzonti e vivere qualcosa di diverso.
Ritengo di aver fatto bene, si è trattato di un'esperienza lontana da ciò a cui sono abituata. 
Si ok, non sono andata in Zimbabwe, ma personalmente è già qualcosa per una che non ha mai visitato alcun paese africano, neppure negli anni in cui in estate con amici e salumieri ci si dava tutti appuntamento a Sharm.

Siccome in giro per la rete trovate innumerevoli diari di viaggio sicuramente migliori di quello che potrei propinarvi io (non avendo neppure il dono della sintesi), ho pensato che sarebbe stato interessante incentrarsi sugli aspetti Beauty di questa mia permanenza (ci troviamo sempre in uno pseudo blog cosmetico d'altronde).

Per precisione, tuttavia, ecco qualche dato tecnico relativo al viaggio.
Siamo partiti da Roma Fiumicino con la compagnia di bandiera marocchina, Royal Air Maroc, che dopo 3 ore di volo ci ha scaricati a Casablanca, perché (almeno da Roma) non erano previsti voli diretti con questa compagnia, quindi per un tragitto che sarebbe durato tipo altri 20 minuti in totale, ci siamo sorbiti due ore aggiuntive parcheggiati nella zona "domestic flights" della grande città marocchina (seguono imprecazioni e promesse di non fare più scali in vita mia a meno non siano necessari al pari di un termosifone in Alaska).

Abbiamo soggiornato nella Medina, la città vecchia e fulcro vitale di Marrakech, nella tipica struttura del Riad che significa "giardino", in quanto si tratta di vecchie dimore marocchine a più piani strutturate intorno ad un patio interno e dotate quasi sempre di terrazza, oggi trasformate in Guest House o vere e proprie dimore di Charme con più stelle della bandiera americana.
Dopo un iniziale amletico dubbio sono stata felice della scelta: il classico Hotel Occidentale situato fuori le mura, tra palazzi moderni e locali alla moda, col suo buffet continentale a colazione e le saponette brandizzate take away, non sarebbe stato altrettanto immersivo, mi avrebbe impedito di scovare la vera essenza marocchina nascosta tra vicoli stretti e confusionari ed anche di visitare agilmente i più importanti siti di interesse storico.

Descrivere Marrakech è difficile, perché è un posto ricco di contrasti, di colori, di odori e sapori tutti da scoprire, per nulla ordinari e scontati, rustici ed evocativi, a portata di mano e al tempo stesso nascosti.



La città vecchia è caos puro, vicoli intrecciati senza una forma definita in cui si cammina in fila indiana cercando di evitare di essere investiti da spericolati ciclisti, motociclisti e carretti trainati da asini che sbucano da ogni dove, compresi anfratti da cui mai pensavi sarebbero potuti apparire a norma delle più comuni leggi della fisica.
Per non parlare delle persone sedute in strada o degli innumerevoli gatti acciambellati nei posti più improbabili.
Oltre ad evitare i suddetti, a fare attenzione a non infilarsi nel derb (vicolo tortuoso) sbagliato finendo a Timbuctu, c'è un altro piccolo dettaglio che rappresenta forse il contro più grande per la sottoscritta.
La pressione degli abitanti locali che ti stanno addosso come cozze su scoglio.

Premettendo che molti sono e possono risultare simpatici, fan parte del folklore nazionale, son lì tutti per guadagnarsi la pagnotta giornaliera e il Turista è il loro oggetto del desiderio, io ho difficoltà ad interfacciarmi con persone che insistono ad ogni tuo passo affinché entri nel loro negozio oppure accetti il loro invito a farti guidare in giro per la città (dietro compenso e con il rischio di ritrovarti in situazioni poco carine, da cui uscire sempre sganciando Dirham).
Per convincerti sono anche disposti a darti indicazioni sbagliate, a suggerirti di cambiare strada ammiccando, a dire che è chiuso, che è zona Moschea (quindi accesso proibito ai non musulmani).
Farmi trattare da "Portafogli ambulante" mi ha divertito per cinque minuti, poi mi ha letteralmente stancata fisicamente e mentalmente.
Sono una persona molto organizzata, già non riuscire inizialmente ad orientarmi mi ha creato ansia, per non parlare del fatto che tendo a lasciar vagare lo sguardo con curiosità e che il contatto visivo scatenava subito i tentativi di vendita.

Qualcuno potrebbe trovarlo caratteristico ed in effetti lo è, ma per me è stato stressante essere continuamente chiamata (in almeno 5 lingue) fermata e talvolta tirata dai locali senza aver minimo scampo perchè un "No, Grazie" veniva valutato come segno di cedimento; senza dimenticare che la mia tontezza, la mia curiosità, il mio sembrare "molto" marocchina (!) attiravano assai l'attenzione, quindi ho dovuto provare ad estraniarmi, a non essere attratta da tutto e da tutti.



Potrebbe sembrare una critica, ma si tratta perlopiù di una percezione legata al mio modo d'essere.
In realtà questa città, nel bene o nel male, ti entra dentro e si lascia ricordare intensamente: è tanto, è tutto, ma talvolta è troppo.

Alla fine della giornata, tornata nel silenzioso Riad e lasciatami cadere sul letto, non potevo fare a meno di portarmi dietro non solo tutte quelle voci, ma anche tutti i profumi, i gusti, gli scenari e le cose uniche viste in poche ore.

» HAMMAM

Grazie a quest'esperienza protrattasi per giorni, sono riuscita davvero a cogliere l'importanza dell'Hammam per i marocchini.
Prescindendo dal suo valore tradizionale musulmano, ritagliarsi un attimo di pace e tranquillità da dedicare solo a se stessi dopo una giornata immersi nel caos cittadino è, non solo, un sollievo ma anche una coccola cosmetica e spirituale.

Il classico Hammam pubblico prevede un percorso con diverse stanze Tepidarium, Calidarium e Frigidarium, che ricordano le terme romane, se non fosse che qui l'ambiente è molto più piccolo, intimo e rigorosamente unisex (gli Hammam per uomini e donne sono vere e proprie strutture separate). 
Si tratta quindi di bagni pubblici, mentre io ho scelto una struttura femminile privata e sono stata accompagnata nel rituale da una piccola ed energica ragazza marocchina che mi ha letteralmente rimessa a nuovo, sorridendo del mio smarrimento e dello stupore di fronte a queste loro abitudini (e probabilmente anche delle mie capacità atletiche da cetaceo quando mi diceva di girarmi a panza in su o in giù)

Fonte

Ho iniziato dal Calidarium, stanza dove la temperatura ed il vapore provenienti da una fonte d'acqua calda raggiungono una media tra i 30 ed i 60 gradi. 
Se non sudi lì o sei un sasso scolpito a forma umana oppure il gemello segreto della Torcia Umana.

Distesa su una panca in marmo riscaldata (esattevolmente come una fiorentina alla brace) sono stata dapprima lavata (esattevolmente come una duenne) con secchiate di quell'acqua bella bollente, poi ricoperta di sapone nero (il famoso sapone burroso ottenuto dall'olio d'oliva) e poi "scrubbata" (termine tecnicissimo) con il famigerato guanto Kessa, che ti porta via anche l'anima insieme alle cellule morte.

La donnina forzuta mi ha anche fatto lo shampoo, deduco con Ghassoul, ed applicato un peeling corpo lasciandomi ancora immersa nel vapore. 
Alla fine la sciacquata finale con acqua fredda è come una sferzata di energia (accompagnata da qualche mala parola) prima di infilare ciabatte e accappatoio.

Il tradizionale rito sarebbe finito qui, ma nel pacchetto che ho acquistato (alla modica cifra di 250 Dirham, poco meno di 25 euro) era compreso un massaggio di 1 ora (durato davvero fino all'ultimo minuto) con olio d'Argan, letteralmente dalla testa ai piedi, con cui la mia massaggiatrice si è guadagnata una serie infinita di benedizioni in tutte le religioni che conosco (compreso il culto di San Sederone portatore di prosperità, sempre sia palpato).

Per le donne del luogo l'Hammam rappresenta una fuga dalla spesso opprimente quotidianità, un luogo in cui incontrarsi, chiacchierare, spettegolare e dedicarsi alla propria bellezza. 
Per me è stato talmente rigenerante che avrei voluto ricominciare subito dopo schiaffandomi come una bisteccona su quella panca di marmo bollente e mormorando alla donnina forzuta «Prendimi a secchiate come una delle tue ragazze marocchine»
In soldoni, questa è un'esperienza che non potete perdervi se siete in zona, che sia hammam tradizionale o una versione spa di lusso o una via di mezzo.

» SHOPPING

Il Marocco vanta una tradizione cosmetica invidiabile, un culto della bellezza naturale a 360°, ed in effetti molti tra i prodotti maggiormente utilizzati anche nella nostra cosmesi occidentale hanno vita lì, dove è possibile trovarli puri, dal produttore al consumatore.



In cima non potevo non mettere l'Olio di Argan.
La regione di Essaouira, poche centinaia di km da Marrakech, è ricca di cooperative femminili che producono olio d'Argan sia cosmetico che alimentare, nonché sapone nero e molto altro.
Essaouira è una cittadina sul mare davvero deliziosa, un po' isoletta greca, con i muri bianchi e le finestre blu, il sapore della salsedine ed il vento che spinge le onde e i tizi che fanno Kite Surf like a Pro.
La sua bellezza è stata anche notata dal Team di Game of Thrones che ne ha fatto il set di Astapor, la città degli Immacolati.


Nel tragitto per arrivarci ci siamo fermati in una cooperativa per ammirare come viene prodotto l'olio ed io ne ho acquistato una boccetta con spruzzino, assai comoda per dosare e diffondere il prodotto senza sprechi, mentre ad Essaouira ho preso una seconda boccetta di olio in un negozietto di un'altra cooperativa, nonché uno dei famosi rossetti cambiacolore (in base al PH della pelle) che la commessa mi ha descritto come «This is Magic»
Per darvi un'idea dei prezzi, la boccetta di Argan con spruzzino è costata 100 Dhiram (poco meno di 10 euro) per 50 ml, mentre l'altra con tappo 70 Dirham (poco meno di 7 euro) per 60 ml, la piccola 40 Dirham (poco meno di 4 euro).
Si tratta di una stima orientativa, ma abbastanza esaustiva.

Nello stesso negozio di Essaouira ho preso il mio primo barattolo di sapone nero (savon noir) profumato alla lavanda. Si tratta di un sapone dalla consistenza pastosa che, come vi ho anticipato, viene usato principalmente insieme al guanto Kessa per uno scrub intenso ed un'esfoliazione profonda del corpo.
Non ho comprato un altro prodotto tipico marocchino, ossia il Ghassoul (o Rhassoul) un'argilla ben conosciuta che io ho de Le Erbe di Janas, proprio perchè non ne faccio un grande uso.
In compenso, se la vostra pelle la gradisce, in Marocco sono proposti innumerevoli trattamenti a base di Ghassoul, non solo creme, ma anche shampoo, peeling, scrub e molto altro.
In effetti c'è da lasciarci camion di Dirham in ogni piccolo negozietto, erboristeria o cooperativa.

Tornando al sapone nero, non potevo non prenderne una seconda porzione nel mio luogo preferito di Marrakech, la Place des Epices, Rahba Lakdima
La piazza delle spezie è piccola e raccolta rispetto all'enorme Jemaa el Fna (il cuore pulsante e vivo di Marrakech) e forse l'ho preferita proprio per questo: ho deposto cuore tra le piccole catene montuose di spezie, aromi, odori, prodotti cosmetici strani (come l'Aker Fassi, il rossetto naturale berbero che sembra un coccio di pietra) e tutti quegli intrugli a metà tra esoterismo e benessere che secondo i marocchini risolvono ogni problema.
Qui una bella scatoletta di sapone nero venduto a secchiate si contratta per appena 10 Dirham, alias 1 euro.

Lo shopping a Marrakech è praticamente uno sport a cui non è possibile sottrarsi. 
Il mio accompagnatore ha definito la città come un Immenso Mercato a Cielo aperto. 
Ed è vero, tanto che i Suq (i mercati più o meno coperti) vengono suddivisi in zone dove trovare i tessitori, i musicisti, gli speziali e molto altro ancora, compresi negozietti moderni in vicoletti centenari simili a piccole boutique.

Personalmente, ho dovuto mantenere la calma per evitare acquisti sconsiderati: non bisogna lasciarsi trascinare e prendere fissazioni con prodotti locali che non avremmo dove/come piazzare nell'arredamento di casa nostra (disse colei che avrebbe comprato piramidi di ciotole in ceramica e almeno 5 pouf per la sua camera, nonché la lampada di Aladino) e scegliere con oculatezza perché non mancano cineserie, olio d'Argan allungato con acqua, tentativi di spacciare collane di metallo per vero argento berbero e cosi via.

Inoltre, il prezzo propostovi nei mercati è sempre alquanto gonfiato, contrattare porta la cifra iniziale a scendere a meno della metà, anche qui è un gioco alla ricerca dell'accordo che soddisfi entrambi.

Quei cocci sulla destra a forma di cono sono i Rossetti Berberi, poi spezie, pietre deodoranti e infinite curiosità.
Rimanendo in tema cosmesi, sulla strada per Essaouira trovate le migliori cooperative per l'Argan (sono una dietro l'altra sulla strada), ma non mancano negozietti anche a Marrakech con donne che producono l'olio, punti vendita che fanno sempre capo a cooperative femminili e farmacie/erboristerie iperfornite con tutti rimedi più strani che il Marocco ha da offrire per malanni e problemi vari; qui si cura tutto con erbe e rimedi naturali, dal mal di testa, al naso chiuso, alla psoriasi, all'impotenza, già, anche il Viagra Berbero ci hanno proposto.

È suggerito NON acquistare mai l'olio di Argan nelle bancarelle (allungato spesso con acqua o altri oli) e prediligere boccette con indicata la data di scadenza; io ho seguito queste indicazioni scegliendo prodotti certificati (Icea, Eco Cert), ma mi sono lasciata conquistare da una donnina che nel suo negozio preparava l'olio al momento ed ho preso la boccetta senza etichetta che vedete in foto, una delle poche che aveva "fresca" del giorno prima in quanto  non ne produceva in quantità industriale. Mi ha anche confrontato la sua boccetta con una di quelle farlocche della piazza, cosa cambia?
In primis il colore deve essere di un giallino dorato ed in secondo luogo l'olio deve assorbirsi rapidamente sulla pelle senza lasciare residui o untuosità, cosa che invece fanno le miscele non pure al 100%.

Un posticino che avrei voluto visitare meglio è Naturom, una sorta di Lush marocchino, che con questo ha in comune anche la fascia di prezzo, cioè alta (e fissa) rispetto agli standard locali di altre erboristerie più artigianali, ma i prodotti sono super accattivanti, odorosi e colorati.


Mi ero ripromessa di passarvi per prendere qualcosina e scroccare una foto, ma ammetto che nella fretta degli ultimi acquisti e nel caos degli ultimi giorni non ci sono riuscita, ma è un posto che suggerirei, si trova in Rue Riad Zitoun Jdid, quartiere omonimo a sud-est di Place Jemaa El Fna.
Come sempre non perdo il vizio di preferire il fatidico "poi ci torno" invece del migliore "qui ed ora".


Il post si è rivelato molto più lungo del previsto e sapete che potrei continuare a parlarvi di questo paese ancora per molte righe, perdonatemi se vi ho annoiati.

Magari in un futuro post, chissà, potrei raccontarvi di come è romantico sorseggiare un Tè alla Menta al tramonto su una delle tante terrazze della Place, di quanto buono sia il Cous Cous marocchino, di come ho girato in tondo una volta alla ricerca di un Palazzo che era sotto il mio naso, di come ho ingannato l'attesa durante questo giro comprando pain au chocolat e quintali di dolci pagando il tutto meno di 3 euro, dei tassisti spericolati in un traffico che definire indisciplinato è un eufemismo dell'orrida abitudine di approfittare degli animali per intrattenimento, delle ipnotizzanti maioliche, del mangiare a sbafo insieme ai marocchini negli stand di sera in piazza, dei colori vividi e delle innumerevoli fantasie delle ceramiche da non saper quale scegliere, delle Tajine servite fumanti, delle cicogne e dei loro nidi a un passo dal cielo, del mio amore per il blu Majorelle e di ogni cosa bella che, indipendentemente da tutto, viaggiare ti sa dare arricchendoti l'anima.


Magari.


29 commenti:

  1. Socia, da come descrivi non so quanto Marrakech faccia per me, l'idea di essere assalita in quanto turista non fa decisamente per me, io entro in panico e soggezione anche quando una commessa mi chiede "le serve qualcosa?"XD E poi non oso immaginare quante fregature avrei preso, visto che mi mancano solo le piume per essere effettivamente un pollo:D Credo potrei sentire più mia una città come Essaouira*_* Che San Sederone sia sempre con noi!

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    1. Socia, tu sei la mia controparte Pugliese ed infatti hai colto immediatamente il punto dolente XD
      Tuttavia, almeno è stato un ottimo "esercizio" per noi nemesi del No Panic XD anche se non sono mancati momenti in cui diventavo seriously intrattabile. Anche io mi sarei fatta superfregare innumerevoli volte, se non fosse stato per il mio motivato accompagnatore (coff coff, forse in realtà una volta è pura successo shhtttt XD)
      Ho pensato che fosse necessario rivelare questo dettaglio, che magari per molte è una sciocchezza, ma è stato un frammento della mia percezione del luogo, sono pesante lo so (figurativamente e concretamente XD)

      L'unica cosa che forse avrei dovuto ponderare è che 3/4 giorni erano abbastanza per visitare la città XD 6 un po' troppi, anche se abbiamo appianato con qualche escursione.

      Essaouira è molto più piccola, ma meno ansiogena è vero XD
      (e anche lì fan dei dolcetti la fine del mondo v__v e per gli amanti del pesce è il paradiso, e giuro che non è un doppio senso)

      Prossima volta, se dovessi tornarvi, probabilmente metterei a tacere la mia pigrizia ed organizzerei un piccolo Tour delle città imperiali, che secondo me saranno simili tra loro ma uniche al tempo stesso :3

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  2. Mamma mia, mi hai fatto venire una voglia di andarci che non puoi capire.
    Non sei stata per nulla noioisa, anzi.
    Bellissime foto, anche <3

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    1. Checché possa sembrare il contrario, io tornerei in Marocco anche abbastanza presto :D magari con un'organizzazione migliore per infilarci quante più esperienze uniche possibili.

      Sono felice che il post non sia stato noioso, avevo paura di essere stata troppo (come mio solito) prolissa XD

      Hugs ♥

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  3. Ho i brividi, post splendido, pieno di spunti e di emozioni. Deve essere stata un'esperienza meravigliosa, mi sembrava di sentire gli odori, il caos delle strade, di vedere i colori del mercato.
    Grazie.

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    1. Miki grazie a te per aver avuto la pazienza di leggerlo tutto ♥
      Queste realtà così diverse dai nostri standard sono davvero inestimabili e meritano sicuramente una visita, ma senza fretta, assaporando ogni istante.

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  4. Direi che questo viaggio si è rivelato un'esperienza ricca di contrasti, forse è un tipo di viaggio insolito, lontano, ma difficile da dimenticare. Io sono rimasta affascinata dalla tua narrazione, si vede che questo luogo porta con sé un'anima forte *_*
    Al di là delle coccole che può riservare a donne fissate con la cura cosmetica XDDD

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    1. Ricca di sicuro, come ogni viaggio :D fuori dai miei canoni e come prova per il mio carattere, però sicuramente una prova ben riuscita e meritevole di essere ripetuta, un giorno.

      Avrei dovuto comprare molto di più, sigh v__v

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  5. Non ho mai calcolato più di tanto il Marocco finché non ho visto i colori incredibili di alcune foto scattate lì. Ora voglio andarci assolutamente!

    Comunque sai che adoro i tuoi post, ma qua andiamo proprio oltre! Questo l'ho divorato (non letteralmente eh, non tanto per il sapone nero quanto per lo smartphone che non sembra tanto digeribile) e rappresenta esattamente quello che amo leggere sui blog quando si tratta di viaggi, mi è piaciuto tantissimo. Vero che scriverai il post sul te' alla menta e le maioliche e il cous cous e il resto? Eh? Eh? Oppure potresti venire direttamente in viaggio con me, decidi tu.

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    1. Merita una visita questa terra, questo è fuori da ogni dubbio e sono felice di esserci stata :D panico a parte!

      Ma giUoisco soprattutto perchè le mie baggianate non ti hanno annoiata, ero già pronta al pentimento in ginocchio sulla sabbia del deserto (in teoria il sapone nero dovrebbe essere roba naturale eh, secondo me se po' magnà ma credo rimanderò questi esperimenti a data da destinarsi).

      E comunque l'idea del viaggio insieme è nettamente l'ipotesi che preferirei v__v c'ho già la valigia pronta, quando andiamo?

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    2. Quando vuoi! Dove andiamo? *____*

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    3. Giro il Mappamondo e lo fermo con un dito, siamo d'accordo? *__*

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    4. Vengooo anch'iooooo! :D

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    5. Si preannuncia qualcosa di Epico XD

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  6. Ah finalmente ho letto bene questo post. MERAVIGLIOSO in tutto! Scrivi proprio bene cara mia, mi hai fatto sentire proprio lì e fai anche bene a dire le cose "che non ti sono piaciute" …son sempre quelle le migliori "review" in fondo no?!

    Comunque bellissime foto! Sarei curiosa di venere tutte le altre e di sentire tutti gli altri tuoi racconti, magari bevendo insieme una bella tazza fumante alla menta…con le chiappe appoggiate al marmo caldo dell'hammam! <3

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    1. Guarda, ci divertiremmo da morire XD ne sono sicura
      E sono felicissima di non averti annoiata e di aver fatto una buona review :D hai ragionissima Sorellah!

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  7. Fatemi partire, adesso, immediatamente!
    Oh che posti meravigliosi, i paesaggi e quei colori mi hanno letteralmente estasiata!
    E' il mio sogno poter viaggiare il mondo e visitare luoghi incantevoli come questi, amo questi tipi di post e trovo siano utili per le curiose come me ahah
    Baci :)

    Giulia

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    1. Grazie infinite :D sono felice che questo blog a volte riesca ad essere una porta verso altri mondi (molto in stile Kingdom Hearts direi), mi rende davvero davvero contenta.
      Anch'io desidero scoprire quanto più possibile questo mondo abbia da offrire, è qualcosa che davvero ti rimane ancorato per sempre sulla pelle e nel cuore :)

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  8. Ho adorato questo post,mi hai fatto viaggiare con te per qualche minuto!:)) Prima o poi riuscirò a visitare questo splendido posto:)

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    1. Ne Sono felicissima :D
      Merita assolutamente una visita per assaporare una cultura così affascinante, non troppo distante da noi eppure così particolare.

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  9. Bellissimo, davvero. Non ho ancora avuto l'occasione di andarci e come hai detto in questo periodo molti blog ne hanno parlato, ma sei la prima che mi ha fatto venire voglia di partire subito.

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    1. Ne sono lusingata, davvero :) riuscire a trasmettere delle sensazioni è complicato, soprattutto quando ci si trova in posti dove gioca un ruolo fondamentale la percezione sensoriale.
      Da viaggiatrice, lo saprai assai meglio di me.
      Grazie infinite per il passaggio.

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  10. Che racconto meraviglioso. Mi hai riportato alla mente il viaggio del 2008 che ho fatto in Egitto, al seguito di un archeologo, quindi ho vissuto l'atmosfera reale e a tratti anche cruda del posto, cosa che mi ha fatto entrare nell'anima quell'esperienza, fin nelle ossa. Il Nordafrica mi si è tatuato sull'anima e ho ritrovato tanti tratti comuni nel tuo viaggio a Marrakech, città che da sempre ho voluto visitare tra l'altro.

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    1. Deve essere stata un'esperienza unica, ed è così che deve essere. Non è detto che sia facile, ma solo uscire dalla veste del turista e seguire le abitudini locali ti aiuta a capire davvero cosa significa vivere in quella terra.
      Sono felicissima che tu abbia ritrovato qualche sensazione tra queste parole :)

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  11. E' veramente una città bellissima, ne sono rimasta affascinata. In Marocco avevo fatto incetta di orecchini e collane (le cose etniche mi fanno impazzire) e avevo comprato tra i vari trucchi anche un kajal "artigianale", in polvere finissima e da stendere con un bastoncino di legno particolare...davvero bello e di un colore particolare, una specie di grigio scuro/fumo.

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    1. Condivido pienamente le tue sensazioni, è una città speciale che racchiude mille volti, questo mi ha stupita e mi ci fa pensare ancora con nostalgia.
      Anch'io ho comprato qualcosina di etnico, ma mi pento di non aver preso di più XD finisce sempre così, dico sempre "poi ripasso" e alla fine mi riduco all'ultimo secondo.
      Il Kajal l'avevo visto ma temevo che a causa della mia rinomata sbadataggine avessi finito per cavarmi un occhio XD tuttavia ora che mi dici che un stato un ottimo acquisto mi spiace non avergli dedicato più attenzione.

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